Etruschi

L’etrusca Tarkna (in latino Tarquinii) era situata a circa 10 chilometri dalla costa, dove era il suo porto principale, Gravisca, potente emporio del Mediterraneo. L’abitato etrusco sorse e si sviluppò in una felice posizione geografica da cui dominava la sottostante vallata del fiume Marta, emissario del lago di Bolsena. Il corso d’acqua, oltre a essere allora un fiume navigabile dal mare fino alla città, per secoli garantì agevoli contatti con l’entroterra e molto contribuì alla fioritura e all’affermazione politica ed economica della città. Pian di Civita, questo è il nome del pianoro da cui, per secoli, la potente città etrusca fu protagonista delle vicende politiche del Mediterraneo, è diviso dalla costa dal lungo e parallelo colle dei Monterozzi, sede delle necropoli storiche.

Le attestazioni archeologiche più antiche del sito urbano risalgono all’età del Bronzo finale (XII secolo a. C.), anche se solo a partire dall’VIII secolo a. C., con l’incrementarsi dei contatti con il mondo greco e con la trasmissione di nuove tecnologie e di nuovi modelli culturali, si accentua quel processo di formazione urbana che porta Tarquinia a essere ritenuta "grande e fiorente” (Dionigi di Alicarnasso) e “la più ricca d’Etruria” (Cicerone). Nel VI e nei primi decenni del V secolo a. C. Tarquinia è al suo apogeo urbano; a questo corrisponde un’espansione che porterà la città a dominare su un territorio che giunge sino al lago di Bolsena. È il momento di massima potenza della città e questi decenni di grande splendore economico e politico sono testimoniati in maniera evidente dallo sviluppo della necropoli.

Fra la fine del V e gli inizi del IV secolo a. C. viene edificata l’imponente cinta fortificata lunga circa 8 km, che delimita una superficie di 135 ettari, per difendere la città dai Celti che scendevano da Nord e da Roma che iniziava l'espansione da Sud. Le ostilità fra Tarquinia, alla testa della lega delle città etrusche, e Roma sfociano in un conflitto tra il 358 a. C. e il 352 a. C. che si conclude con una tregua di 40 anni; nel 308 a. C., dopo un nuovo scontro armato, la tregua viene rinnovata per altri 40 anni. Nel corso della metà del III secolo a. C. la città viene definitivamente sconfitta di Roma, che occupa la fascia costiera. Le due città mantengono comunque buoni rapporti (infatti Livio ricorda come Tarquinia abbia fornito a Scipione il lino per le vele delle navi usate nella spedizione africana in occasione della seconda guerra punica. Nel 181 a. C. sul sito dell’antico porto, Roma fondò Gravisca, una colonia marittima. Dopo il 90 a. C. anche Tarquinia ricevette il diritto di cittadinanza romana e diventò un municipio retto da un collegio di quattro magistrati. Nel tardo periodo imperiale la decadenza divenne inarrestabile e nell’alto medioevo il piano della città si spopolò finché, nel VIII secolo d. C., la sede episcopale fu spostata nella vicina Corneto e la Civita fu definitivamente abbandonata.

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